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Home > Gli habitat e le specie > Gli habitat e il progetto Providune Pag 4

°Progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva degli interventi (Azione A.6)

L’azione consiste in:

  • elaborazione di studi generali di caratterizzazione territoriale e ambientale a supporto della redazione del Piano di Gestione dell’area SIC non ancora provvista di strumenti di gestione;
  • elaborazione di progetti preliminari, definitivi ed esecutivi, coerentemente con i piani di gestione, finalizzati alla conservazione di habitat e specie dei sistemi sabbiosi e alla rimozione delle minacce e delle cause di degrado.

L’individuazione in dettaglio dei punti di intervento all’interno di un sistema dunale si deve basare sul riconoscimento dei processi di relazione tra le diverse componenti morfo-vegetazionali delle dune e sulle relazioni geomorfologiche e sedimentarie con il settore di spiaggia emersa e sommersa; tale individuazione deve essere funzionale alla conservazione e miglioramento degli habitat dunali. Tale approccio basato sulle conoscenze è quello auspicato dal documento presentato dalla Commissione Europea nel 2004 “Living with Coastal Erosion in Europe: Sediment and Space for Sustainability” a seguito del lavoro del gruppo EUROSION ma anche dalla strategia sulla Gestione Integrata delle Zone Costiere che ne è alla base, teso ad aumentare la resilienza costiera sulla base di dati sedimentologici e la conservazione degli habitat.

I criteri per la definizione delle tipologie degli interventi e delle scelte di localizzazione e dimensionamento degli stessi, devono basarsi su analisi meteoclimatiche, rilievi geomorfologici, sedimentologici e vegetazionali che forniscono i parametri quali-quantitativi dei processi e delle dinamiche evolutive in atto all’interno del sistema ambientale in esame.

In considerazione dell’elevato pregio ambientale e della sensibilità delle aree in cui si opera, le scelte progettuali devono orientarsi:

  • verso l’utilizzo di materiali naturali, biodegradabili e facilmente reperibili, al fine di limitare gli impatti sull’area di intervento e a favore della sostenibilità economica;
  • per gli interventi di rinaturazione, verso l’utilizzo di materiale di propagazione derivante dalla raccolta di germoplasma di origine autoctona;
  • per le opere relative agli accessi, alle aree di sosta veicolare, verso l’utilizzo di infrastrutture leggere, rimovibili e a basso impatto, con l’utilizzo di materiali naturali;
  • per la realizzazione delle opere in legno si deve evitare, in ogni caso, l’utilizzo di essenze minacciate incluse nelle Liste Rosse della IUCN o di quelle il cui sfruttamento non sia ecologicamente sostenibile e che figurano come tali nell’elenco stilato da Greenpeace. A questo fine si raccomanda di non servirsi di legname tropicale e in ogni caso di utilizzare legnami certificati da enti internazionali che garantiscano provenienza e sostenibilità delle tecniche di produzione quali, ad esempio, il Forest Stewardship Council (FSC) ed il Programme for the Endorsement of Forest Schemes (PEFC);
  • le tipologie di intervento devono essere semplici, facilmente replicabili e a basso impatto, efficaci puntualmente, ma orientate a creare un effetto sinergico e cumulato con gli altri interventi nell’ambito del sistema, tali che l’azione organica e integrata degli interventi contribuisca a contrastare l’azione erosiva e ad innescare processi spontanei di accrescimento e progradazione delle dune. Le aree ad alta priorità di intervento sono quelle in cui risultano riconoscibili significative alterazioni delle forme e dei naturali processi geomorfologici e pedo-vegetazionali, ma che ancora manifestavano una elevata capacità di resilienza.

 

Azioni C: conservazione

*Conservazione ex situ e in situ delle specie vegetali caratteristiche degli habitat dunali e produzione di piante per l’azione C1 (Azione C2)

Raccolta germoplasma (Conservazione ex situ, Azione C2a)

Sono state raccolte sino ad oggi (novembre 2010) 77 accessioni di germoplasma, relative a 29 taxa: Ammophila arenaria (L.) Link subsp. australis (Mabille) Laínz, Anthemis maritima L., Cakile maritima Scop. subsp. maritima, Centaurea sphaerocephala L., Cistus salviifolius L., Crucianella maritima L., Cyperus capitatus Vand., Elymus farctus (Viv.) Runemark ex Melderis subsp. farctus, Ephedra distachya L. subsp. distachya, Eryngium maritimum L., Glaucium flavum Crantz, Helichrysum microphyllum (Willd.) Camb. subsp. tyrrhenicum Bacch., Brullo et Giusso, Hordeum marinum Huds. subsp. marinum, Juncus acutus L. subsp. acutus, Juncus maritimus Lam., Juniperus oxycedrus L. subsp. macrocarpa (Sibth. & Sm.), Juniperus phoenicea L. subsp. turbinata, Malcolmia ramosissima (Desf.) Gennari, Medicago marina L., Osyris alba L., Pancratium maritimum L., Phleum arenarium L. subsp. caesium H. Scholz, Polygonum maritimum L., Scirpoides holoschoenus (L.) Soják, Scrophularia ramosissima Loisel., Silene beguinotii Vals., Silene succulenta Forssk. subsp. corsica (DC.) Nyman, Spergularia salina J. & C. Presl, Tuberaria guttata (L.) Fourr.

Studi di biologia della germinazione

Il germoplasma di Juniperus oxycedrus subsp. macrocarpa (Fig. 51), raccolto da pianta e da terra secondo la metodologia utilizzata anche per gli altri taxa, è stato utilizzato per la realizzazione di studi sulla ecofisiologia di germinazione della specie. I test di germinazione sono stati realizzati a partire dal germoplasma raccolto da 4 popolazioni, appartenenti a due SIC del progetto: Isola dei Cavoli, Serpentara e Punta Molentis e Porto Campana e da due SIC i cui sistemi dunali sono particolarmente ben conservati e rappresentativi: Da Piscinas a Riu Scivu e Is Compinxius–Campo Dunale di Buggerru-Portixeddu, per un totale di 8 accessioni raccolte da pianta e da suolo. Altre 8 accessioni, relative ai medesimi siti, sono state raccolte nei mesi di ottobre e novembre del 2010; i test relativi inizieranno nel mese di gennaio 2011. Dopo la raccolta, i semi vengono stati estratti dai galbuli seguendo la procedura standard per i frutti carnosi (Bacchetta et al., 2006) e secondo quanto riportato in García-Fayos et al. (2001), e studiati mediante un sistema di analisi di immagine per ottenere dati sulla natura morfometrica e colorimetrica (Fig. 52) delle accessioni in ingresso (Bacchetta et al., 2008a). Per verificare la presenza di fenomeni di dormienza fisiologica si è analizzato l’effetto sulla germinazione di un periodo di pre-warming (stratificazione calda a 25°C per 3 mesi), di un periodo di pre-chilling (stratificazione fredda a 5°C per 3 mesi) e di un periodo combinato di pre-warming+pre-chilling (stratificazione calda a 25°C per 3 mesi seguita da fredda a 5°C per 3 mesi) e pre-chilling+pre-warming (stratificazione fredda a 5°C per 3 mesi seguita da stratificazione calda a 25°C per 3 mesi). Complessivamente sono in corso di realizzazione 600 test a 5 differenti temperature(10, 15, 20, 25, 25/10 °C), con 3 repliche da 30 semi per ciascuna temperatura; altrettanti test verranno effettuati sul germoplasma raccolto nell’autunno 2010. Le prove di germinazione vengono realizzate in condizioni di sterilità biologica sotto cappa a flusso laminare, in capsule Petri di plastica con agar all’1 % come substrato e poste a germinare in camere di crescita con un fotoperiodo di 12/12 (Bacchetta et al., 2008b).

Fig. 51. Semi di Juniperus oxycedrus subsp. macrocarpa raccolti in uno dei siti oggetto di studio.

Fig. 52. Scansione dei semi di Juniperus oxycedrus subsp. macrocarpa al fine di analizzarne le caratteristiche morfocolorimetriche.

Fig. 53. Plantula di Juniperus oxycedrus subsp. macrocarpa ottenuta nel corso di un test di germinazione.

 Conservazione in situ delle specie vegetali caratteristiche (Azione C2b)

Analisi popolazionali

Per lo studio dello stato di conservazione delle formazioni costiere a ginepro, tra la primavera 2009 e la primavera 2010 sono stati tracciati dei quadrati permanenti nei siti di Porto Campana e Isola dei Cavoli, Serpentara e Punta Molentis e, al fine di effettuare una comparazione con altri siti aventi differenti gradi di pressione antropica, anche nei SIC “Is Compinxius–Campo dunale di Buggerru-Portixeddu” e “Da Piscinas a Riu Scivu”.

In ciascun sito sono state realizzate 3 aree permanenti delle dimensioni di 15x5 m nell’ambito dell’habitat *2250. I plots sono stati delimitati con picchetti metallici e per ciascuno di essi sono state rilevate le coordinate attraverso l’uso di GPS per permetterne il ritrovamento nei monitoraggi successivi. Di ogni plot sono stati quindi rilevati i dati stazionali, ecologici e i rischi e pericoli attuali e/o potenziali. Tutti i ginepri presenti all’interno dei plots sono stati marcati e mappati su carta, al fine di individuarli con precisione nei monitoraggi successivi e ogni plantula presente è stata marcata e mappata (Fig. 54). Per il monitoraggio dei ginepri sono state utilizzate cinque classi dimensionali al fine di consentire la suddivisione degli individui presenti e monitorarne la crescita, in particolare delle nuove plantule, secondo la metodologia proposta da Bacchetta et al. (2008b). I dati rilevati sono stati annotati in una apposita scheda di campo, derivata da Bacchetta et al. (2006).

Per effettuare gli studi popolazionali relativi alla specie Juniperus oxycedrus subsp. macrocarpa, finalizzati all’individuazione delle dinamiche del recruitment, nei siti sopra citati sono stati tracciati 44 quadrati (11 per sito) di dimensione 1x1m. All’interno di questi vengono marcate, mappate e misurate tutte le plantule di ginepro e rilevati i dati ecologici (esposizione, inclinazione, copertura erbacea, copertura arborea, presenza di galbuli internamente ed esternamente al quadrato, presenza/assenza di plantule esterne) (Fig. 55). Il monitoraggio relativo a questi quadrati ha cadenza trimestrale e parallelamente ad esso viene realizzato anche il monitoraggio fenologico degli individui maschili e femminili di Juniperus oxycedrus subsp. macrocarpa situati in corrispondenza dei quadrati stessi.

Nel periodo primaverile-estivo 2010 sono stati effettuati i primi due monitoraggi trimestrali dei 44 quadrati permanenti di 1x1 m per il recruitment ed il terzo monitoraggio delle dodici aree permanenti di 15x5m.

Per i plot del recruitment (quadrati da 1m di lato), i dati disponibili ad oggi evidenziano una differenza notevole tra il rinnovo più elevato registrato nel SIC Is Compinxius–Campo dunale di Buggerru-Portixeddu (88 plantule contate nel periodo estivo), e quello minore rilevato nel SIC Porto Campana (29 plantule totali nel periodo estivo). I risultati dei primi 2 monitoraggi indicano andamenti differenti nelle dinamiche del recruitment tra le popolazioni dei 4 siti. Infatti mentre per i siti Campo dunale di Buggerru-Portixeddu e Isola dei Cavoli, Serpentara e Punta Molentis si è registrato un incremento estivo nel numero di plantule (rispettivamente del 5,68% e dell’8,1%), nei siti da Piscinas a Riu Scivu e Porto Campana nel periodo estivo si registra un decremento del numero di plantule (rispettivamente del 33,33% e del 65.51%). Nelle 4 popolazioni risulta differente anche il numero dei plot nei quali viene riscontrata la presenza di plantule: da un massimo di 11/11 plot per i siti Campo dunale di Buggerru-Portixeddu (in estate e in primavera) e Isola dei Cavoli, Serpentara e Punta Molentis (in primavera), a un minimo di 4/11 plot in primavera per il sito di Porto Campana.

Per quanto concerne gli studi popolazionali (aree permanenti di 15x5m), i dati relativi ai tre monitoraggi semestrali mostrano che i due siti di Isola dei Cavoli, Serpentara e Punta Molentis e Buggerru sono quelli con il maggior numero totale di ginepri per plot (rispettivamente 50 nel plot Q2 e 48 nel plot P4), mentre a Buggerru è presente anche il plot col minor numero totale di ginepri (2 individui nel plot P3). Il numero di plantule varia sia tra i diversi siti che nelle stagioni. In tutti i siti è stata rilevata la presenza di plantule ad esclusione di 2 plot, rispettivamente il P3 a Buggerru e il Q3 a Isola dei Cavoli, Serpentara e Punta Molentis.

Fig. 54. Lavoro in un area permanente 15x5m.

Fig. 55. Misurazione delle plantule in uno dei quadrati permanenti 1x1m.

 

Azioni D: sensibilizzazione del pubblico e divulgazione dei risultati

°Partecipazione a fiere e conferenze con illustrazione del progetto (Azione D4)

L’Università di Cagliari ha presentato il progetto mediante poster e comunicazioni in tutti i congressi scientifici e le manifestazioni in cui questo fosse possibile.

I convegni ai quali il progetto è stato presentato sono i seguenti:

  • 45° International Congress of SISV & FIP. Cagliari, 22-29.VI.2009
  • Conferenza “LIFE Nature and Biodiversity - Preparing the future”, Bruxelles, 31 maggio-01 giugno 2010.
  • Terzo Simposio CNR-IBIMET: “Il monitoraggio costiero mediterraneo: problematiche e tecniche di misura”. Livorno, 15-17 giugno 2010.
  • 105° Congresso della Società Botanica Italiana (SBI). Milano, 25-27 agosto 2010.
  • 85° Congresso Nazionale della Società Geologica Italiana. Pisa, 6-8 settembre 2010.
  • 7° ed. della Festa del Mare. Siniscola (NU), 10-12 settembre 2010.
  • Congresso Geosed 2010. Torino. 22-23 settembre 2010.

 Sul progetto e grazie ai dati ottenuti nell’ambito delle indagini effettuate per il progetto sono stati realizzati alcuni articoli di carattere scientifico o divulgativo:

  • Pontecorvo C., Pinna S., & Vargiu P., 2010. Le projet LIFE Providune. Odissea Semina 6: 2-6.
  • Pinna M.S., Pontecorvo C., Bacchetta G., 2010. Il progetto LIFE Providune per la valutazione delle minacce, ripristino e conservazione degli habitat dunali. In: Atti 3° simposio internazionale:"Il monitoraggio costiero mediterraneo: “problematiche e tecniche di misura”, Livorno 15-17.VI.2010. In stampa.
  • De Muro S., Kalb C., Ibba A., Ferraro F., Ferrara C., 2010. Sedimentary processes, morphodynamics and sedimentological map of “Porto Campana” SCI beaches (Domus De Maria - SW Sardinia). Rend. Online Soc. Geol. It., 11: 756-757.

°Sensibilizzazione dei turisti durante la stagione estiva (Azione D5)

E’ stato selezionato l’operatore responsabile della divulgazione e sensibilizzazione dei turisti nel corso della stagione balneare. Nel SIC Isola dei Cavoli, Serpentara e Punta Molentis sono stati distribuiti oltre 9000 volantini, mentre nei SIC di Porto Campana e Piscinnì la distribuzione si è attestata intorno alle 5.000 unità. In quest’ultimo, inoltre, sono state realizzate attività di animazione che hanno assicurato un ampio coinvolgimento dei turisti presenti e i contatti “privilegiati” (documentati da firme sul registro delle attività) sono stati circa 800.

°Realizzazione e collocazione di pannelli informativi (Azione D6)

Il CCB ha collaborato alla definizione dei testi e fornito parte delle immagini necessarie alla realizzazione dei pannelli informativi previsti dal progetto. I pannelli, di due tipologie (pannelli informativi riportanti le informazioni essenziali per la fruizione del sito; pannelli didattico educativi contenenti informazioni sulle caratteristiche naturalistiche dei siti) sono stati realizzati all’inizio della stagione balneare 2010, allo scopo di intercettare i fruitori dei siti durante l’estate. Purtroppo, per ragioni puramente burocratiche, la loro installazione è stata rimandata e questo ha comportato la “perdita” della stagione balneare 2010.

*Attività educative nelle scuole (Azione D7)

Il CCB ha selezionato l’operatore che effettuerà, nel corso degli a.s. 2010-2011 e 2011-2012, i previsti incontri didattici nelle scuole circostanti le aree interessate dal progetto in modo da trasmettere alle giovani generazioni l’importanza di ambienti ritenuti troppo spesso marginali e di poca importanza, che sono invece ricchi di specificità e valore. In particolare l’attenzione deve essere focalizzata agli adattamenti delle specie, al contesto dunale, alla formazione delle dune e alla rarità delle specie che vivono in questi habitat. Deve essere descritta la rete Natura 2000 e gli obiettivi del progetto Life Providune. Si prevede il coinvolgimento di almeno 500 studenti nelle attività educative; con la realizzazione di 4 progetti didattici per le scuole medie inferiori e superiori.

Azioni E: gestione del progetto e monitoraggio.

*Coordinamento e gestione tecnico-scientifica (Azione E.3)

L’Università di Cagliari ha curato il coordinamento degli studi preparatori (Azioni A) tra i partner delle diverse province. In particolare il coordinamento scientifico è stato assicurato per quanto riguarda gli aspetti botanici dal CCB del Dipartimento di Scienze Botaniche, nella persona del Prof. Gianluigi Bacchetta e per gli aspetti sedimentologici dall’Osservatorio Coste E Ambiente Naturale Sottomarino (OCEANS) del Dipartimento di Scienze della Terra, grazie al Prof. Sandro de Muro, coordinatore scientifico del Progetto. In particolare l’Università di Cagliari ha stabilito le metodologie di raccolta dati e materiale e operato una prima verifica del lavoro svolto dai partner delle altre province.

Oltre a questo, per l’implementazione delle azioni di conservazione, i due centri di ricerca dell’Università di Cagliari creeranno una struttura di appoggio tecnico scientifica responsabile della pianificazione di dettaglio degli interventi, stabilendo i modi, i tempi e le priorità degli stessi, della valutazione delle attività di monitoraggio, anche in base alle informazioni di dettaglio raccolte nelle azioni preparatorie A nei siti di intervento. La struttura giudicherà e avallerà la validità dei protocolli tecnici previsti nel progetto e i progetti esecutivi degli interventi, e sarà responsabile del monitoraggio dell’efficacia delle azioni del progetto per quanto riguarda la tutela e l’incremento degli habitat target in relazione alla situazione iniziale.

Sviluppi futuri

Nel corso del 2011 e del 2012 è prevista la realizzazione di altre azioni, in particolare di quelle relative agli interventi di conservazione, la cui progettazione definitiva ed implementazione dovrà basarsi sulla caratterizzazione abiotica e biotica effettuata e sull’individuazione delle criticità che insistono sul territorio. Anche alcune delle azioni sino ad ora presentate non sono concluse (C2, D4, D5, D7), ma proseguiranno nel corso dei prossimi anni.

Le azioni che devono ancora iniziare sono:

 

°Recupero e risanamento degli habitat dunali degradati (Azione C1)

I diffusi processi di degrado, erosione e smantellamento delle formazioni dunali, determinano uno squilibrio sedimentario nel sistema di spiaggia e sono imputabili prevalentemente alla fruizione diffusa e incontrollata dell’ambito dunale, alla passata attività di prelievo della sabbia e al taglio indiscriminato della vegetazione nel retroduna.

Gli interventi di recupero e risanamento degli habitat dunali degradati saranno attuati a seguito della progettazione descritta nella precedente sezione, data la sensibilità ambientale dell’ambito dunale, attraverso l’utilizzo di tecniche di ingegneria naturalistica, unitamente a semine e impianti di specie autoctone i cui semi sono stati raccolti e testati nell’ambito delle due azioni che seguono, che risultano ideali per il perseguimento degli obiettivi di ripristino degli equilibri geomorfologico-vegetazionali, nonché in relazione alla sostenibilità economica di questo tipo di interventi.

Questa azione interesserà i seguenti habitat nei siti ove sono presenti:

2250 – *Dune costiere con Juniperus spp.;

2110 – Dune mobili embrionali;

2120 – Dune mobili del cordone litorale con presenza di Ammophila arenaria (dune bianche);

2210 - Dune fisse del litorale di Crucianellion maritimae.

E’ ritenuto indispensabile il ricorso a materiali naturali biodegradabili come legno, reti in fibra di cocco, canne e corde, consentendo di minimizzare l’impatto sugli equilibri ecologici delle dune e sulla componente floristico-vegetazionale, in previsione di una naturale “estinzione” dell’intervento una volta espletata la propria funzione. La colorazione dei materiali e la loro stessa natura limitano inoltre l’impatto sul paesaggio circostante.

Gli interventi attivi, rivolti a recuperare i processi spontanei di formazione e consolidamento delle dune, sono rappresentati da:

a) Sistemi di protezione delle dune stabilizzate (generalmente colonizzate dalle boscaglie a ginepro fenicio e coccolone): il cui scopo è quello di proteggere i fianchi delle dune in cui siano evidenti gli effetti dei fenomeni di erosione eolica e scalzamento da calpestio, con esumazione degli apparati radicali della vegetazione arborea a ginepro; tali sistemi favoriscono il deposito e l’accumulo della sabbia negli interstizi fra le canne e le maglie della biorete, consolidando il piede della duna e migliorando, nel tempo, le condizioni edafiche del substrato sabbioso in modo da consentire la ripresa della vegetazione sulle dune.

b) Sistemi di cattura ed intrappolamento della sabbia: il cui scopo è quello di intrappolare la sabbia che, accumulandosi all’interno delle strutture in canne e legno di castagno, favorisce il processo di formazione ed evoluzione delle dune embrionali, nonché il processo di accrescimento spontaneo della vegetazione pioniera.

c) Sistemi di rinaturazione dei settori dunali degradati: il cui lo scopo è quello di ricostituire la vegetazione dunale laddove siano evidenti fenomeni di degrado e depauperamento della stessa. Gli impianti e le semine verranno realizzati esclusivamente a partire da germoplasma autoctono raccolto nei siti d’intervento o in aree limitrofe purché geneticamente compatibile. Per il trattamento del germoplasma da reintrodurre in situ (Azione C2) si seguirà quanto proposto da Bacchetta et al. (2006) per quanto attiene il testaggio e la conservazione ex situ a lungo periodo, mentre la moltiplicazione dello stesso sarà curata da vivai specializzati.

d) Eradicazione delle specie aliene e rinaturazione: in alcune aree, inoltre, si è constatato che l’eccessiva presenza di specie alloctone (Carpobrotus acinaciformis, Agave americana, Acacia saligna, ecc.) fa diminuire il grado di naturalità degli habitat presenti nel sito oltre che creare competizione con le specie autoctone e di interesse comunitario. L’intervento che si propone è volto al controllo della diffusione di tali specie e alla loro eliminazione diretta mediante estirpazione manuale o taglio e la sostituzione con specie psammofile autoctone mediante semine o piantumazioni. Per gli interventi di rinaturazione, ai fini della riproduzione del materiale di propagazione, verrà utilizzato esclusivamente germoplasma delle specie vegetali autoctone e di quelle di interesse conservazionistico presenti nell’area per le quali si rendono necessari interventi di reintroduzione al fine di ottenere un rinforzo delle popolazioni presenti.

Nell’esecuzione di questa azione verranno tenuti in considerazione i documenti della DG Ambiente della Commissione Europea che hanno trattato i risultati dei precedenti progetti LIFE Natura su questa tematica, in particolare il documento della serie LIFE Focus: "Alien species and nature conservation in the EU: The role of the LIFE program” (Scalera & Zaghi, 2004). Il materiale rimosso dai siti proveniente da specie alloctone verrà eliminato in modo assolutamente sicuro in modo da evitare la ripropagazione.

 

Risultati attesi

  • Ripristino dei naturali equilibri dinamici che regolano l'evoluzione del campo dunale e del sistema di spiaggia;
  • tutela di habitat e specie per assicurarne l’evoluzione naturale con interventi calibrati sulle specifiche “diversità” dei sub-ambiti di cui l’area dunale stessa si compone;
  • riduzione del processo di dispersione sedimentaria verso il settore interno (1-3 anni);
  • avvio di un processo spontaneo di accrescimento ed evoluzione delle dune (1-4 anni);
  • inversione della tendenza evolutiva del sistema dunale, attualmente orientata al progressivo smantellamento delle formazioni eoliche residuali, verso una condizione di stabilità geomorfologica e vegetazionale (5-10 anni);
  • parziale ripristino della seriazione morfo–vegetazionale lungo il profilo trasversale spiaggia-duna (5-10 anni);
  • ricostituzione e mantenimento della funzionalità ecologica dell’ecosistema;
  • creazione di aree naturali o ecologicamente stabili ed in armonia con le caratteristiche geoclimatiche dei luoghi;
  • aumento della capacità di recupero e di evoluzione nel tempo dell’area dunale degradata conseguente al reintegro delle specie delle associazioni vegetali tipiche della zona fitogeografica;
  • qualificazione dell’area come laboratorio per la ricerca, la didattica e l’informazione ambientale;
  • opportunità di visita mediante percorsi che consentano in sicurezza la migliore percezione e godimento dei due habitat principali: la duna e lo stagno retrodunale.

°Realizzazione con tecniche innovative di accessi pedonali, delimitazioni leggere e aree sosta per evitare il degrado degli habitat causato dal calpestio (Azione C3)

L’azione è concepita prioritariamente con la finalità di rimuovere o ridurre l’impatto generato dal transito e dalla frequentazione in genere sul sistema dunale. Subordinatamente l’infrastrutturazione leggera prevista potrebbe avere ricadute vantaggiose anche in termini di valorizzazione delle risorse ambientali, in quanto interventi che possono essere intergrati con la fruizione naturalistica. I percorsi pedonali saranno organizzati per garantire la conservazione e la valorizzazione degli habitat e dei sistemi ambientali nonché per consentire un sicuro e agevole accesso al sistema di spiaggia.

La programmazione e la progettazione degli accessi pedonali e delle strutture a supporto della fruizione delle risorse ambientali costiere si fonda sull’analisi delle sensibilità dell’ambito costiero e nella valutazione della capacità di carico, in modo da non produrre sul territorio alterazioni irreversibili o involuzione di processi ambientali significativi.

E’ prevista la realizzazione dei seguenti interventi:

  • Passerelle rimovibili (posizionate ad aprile e rimosse ad ottobre) e passerelle pensili precarie;
  • delimitazione leggera delle aree dunali al fine di scoraggiare l'accesso;
  • aree sosta veicolare per evitare il raggiungimento delle aree dunali da parte delle auto e scoraggiare un eccessivo avvicinamento alle zone con habitat di interesse comunitario.

°Realizzazione di una banca dati floristico-vegetazionale e abiotica per la gestione a lungo termine del complesso dunale (Azione C.5)

Questa azione prevede la realizzazione di una banca dati (database) per la gestione delle informazioni e dei dati sia di tipo floristico-vegetazionale (autoecologia e sinecolgia delle specie interessate) sia di tipo abiotico (geomorfologia delle spiagge, correnti, venti, dati climatici). Tale database verrà implementato sulla base delle informazioni reperite durante la fase A (Azioni preparatorie) e rappresenterà uno strumento indispensabile durante lo sviluppo della fase C (Azioni concrete di conservazione) e la successiva gestione del progetto e monitoraggio dei risultati (E), in particolar modo per quanto concerne l’azione E7 (Monitoraggio dell'efficacia delle azioni di progetto). Attraverso il sito web del progetto (D2) sarà inoltre possibile per gli utenti esterni consultare il database contribuendo in tal modo alle azioni di educazione, informazione e sensibilizzazione.

Per quanto riguarda la parte floristico-vegetazionale verranno inserite le seguenti informazioni:

  • elenco floristico delle aree esaminate;
  • inquadramento sintassonomico delle cenosi vegetali rilevate;
  • elenco degli habitat ai sensi dell’allegato IV DIR 92/43/CE;
  • protezione legale (sia di specie che di habitat);
  • fenologia (per le specie);
  • autoecologia (per le specie);
  • biologia (per le specie);
  • sinecologia (per gli habitat).

 

 

Letteratura citata

 

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