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Home > Gli habitat e le specie > Gli abitat e il progetto Providune Pag 3

Habitat della Direttiva 92/43/CEE individuati nei tre siti sardi inclusi nel progetto

Nella tabella riassuntiva (Tab. 1) sono elencati gli habitat riscontrati sui sistemi dunali dei tre siti di intervento della Provincia di Cagliari.

 

Codice

habitat

Descrizione habitat

SIC

Note

1410

Pascoli inondati mediterranei (Juncetalia maritimi)

Stagno di Piscinnì

 

1420

Praterie e fruticeti alofili mediterranei e termo-atlantici (Sarcocornetea fruticosi)

Isola dei Cavoli, Serpentara e Punta Molentis

 

2110

 

Dune mobili embrionali

Stagno di Piscinnì;

Porto Campana;

Isola dei Cavoli, Serpentara e Punta Molentis

 

2120

Dune mobili del cordone litorale con presenza di Ammophila arenaria(«dune bianche»)

Porto Campana;

Isola dei Cavoli, Serpentara e Punta Molentis

 

2210

Dune fisse del litorale del Crucianellion maritimae

Porto Campana;

Isola dei Cavoli, Serpentara e Punta Molentis

 

2250 *

 

Dune costiere con Juniperus spp.

Porto Campana;

Isola dei Cavoli, Serpentara e Punta Molentis

 

2260

 

Dune con vegetazione di sclerofille dei Cisto-Lavenduletalia

Porto Campana

 

2270 *

Dune con foreste di Pinus pinea e/o Pinus pinaster

Isola dei Cavoli, Serpentara e Punta Molentis

Habitat costituito da piantumazioni

92d0

 

Gallerie e forteti ripari meridionali (Nerio-Tamaricetea e Securinegion tinctoriae)

Isola dei Cavoli, Serpentara e Punta Molentis

 

9540 *

Pinete mediterranee di pini mesogeni endemici

Isola dei Cavoli, Serpentara e Punta Molentis

Habitat costituito da piantumazioni

 

*Mappatura di dettaglio degli habitat (Azione A.3)

La mappatura degli habitat di dettaglio costituisce un aspetto fondamentale per una approfondita conoscenza dei siti ai fini della loro gestione e per la progettazione degli interventi di tutela e ripristino ambientale. La scelta dei tematismi mappati riflette tali esigenze.

Per il progetto si è realizzata una cartografia tematica, relativa alle azioni A1 [carta degli habitat e dei rilievi effettuati(Fig. 37)], A2 (carta sedimentologica e delle dinamiche marino-costiere), A5 (carta di impatti e minacce rilevati e della distribuzione dei taxa alieni), C2 (aree di raccolta del germoplasma, ubicazione dei quadrati permanenti per gli studi demografico-popolazionali).

Le mappe di dettaglio, alla scala 1:1.000 per Piscinnì, 1:3.500 per Porto Campana e 1:4.500 per Isola dei Cavoli, Serpentara e Punta Molentis, sono state realizzate nel periodo compreso tra la primavera del 2009 e l’autunno del 2010 attraverso tecniche di fotointerpretazione e di puntuale verifica sul campo a partire dalle ortofoto del 2006. La cartografia è georeferenziata secondo le coordinate UTM e Gauss Boaga, ed è stata realizzata mediante software GIS (ArcGIS, Kosmogis). Il tutto è stato preceduto da una analisi comparata degli aspetti geobotanici (Azione A1) e di quelli sedimentologici (Azione A2) che ha consentito una ottimizzazione degli sforzi di campionamento e una corretta attribuzione delle fitocenosi alle unità cartografiche.

Per quanto riguarda la cartografia degli aspetti floristici e vegetazionali (Azione A3), oltre che per quella relativa alla raccolta del germoplasma (azione C2) e al rilevamento delle minacce e presenza di taxa alieni (Azione A5), i tematismi rappresentati sono:

  •  habitat;
  • tipi vegetazionali;
  • localizzazione dei rilievi effettuati (floristico-sociologici, degli habitat e fenologici);
  • distribuzione delle specie aliene;
  • minacce e criticità rilevati;
  • localizzazione delle aree di raccolta del germoplasma;
  • posizione dei quadrati permanenti da 15x5 m e da 1x1 m.

Fig. 37. Carta degli habitat e dei rilievi effettuati per l’azione A1 del sito Porto Campana in scala 1:3.500.

*Analisi degli impatti della fruizione sugli habitat (Azione A.5)

Per minacce e fattori di criticità si intendono tutti i fenomeni che minacciano realmente o potenzialmente la presenza e lo stato di conservazione di habitat e specie all’interno di un sito. Tali fenomeni possono essere ricondotti a cause naturali o antropiche, dirette o indirette.

Sono state considerate come minacce di tipo antropico quelle azioni originate direttamente da attività umane localizzate, dirette e individuabili in uno o più siti ai danni di una o più popolazioni di una specie (“direct threats”, sensu Salafsky et al., 2008). Rientrano in questa categoria ad esempio bonifiche, dissodamenti, drenaggi, insediamenti urbani, infrastrutture (strade, porti, canali), cambio d’uso del territorio, inquinamento locale di suolo e acque superficiali e sotterranee, attività sportive (golf, rally, freeclymbing), pressione turistica, pascolo, incendi dolosi, concorrenza di specie esotiche, ibridazione mediata dall’uomo.

Sono state considerate come minacce naturali fenomeni di origine naturale o anche antropica, ma che si originano a livello non locale, ed agiscono in maniera indiretta sulle popolazioni vegetali ed animali. Oltre a fenomeni tipicamente naturali (erbivoria, competizione intra-ed interspecifica, ibridazione, parassitismo), ricadono in questa categoria anche cambiamenti climatici, piogge acide, erosione costiera, frane, inquinamento atmosferico anche di origine remota, evoluzione della vegetazione arbustiva e forestale causata da minore uso del suolo.

Nei siti di intervento è stata effettuata l’analisi degli impatti della fruizione sugli habitat attraverso l’individuazione dei fattori di pressione e delle minacce. La metodologia prevede una fase di analisi di campo basata sulla stima degli impatti antropici su habitat e specie di interesse comunitario e/o conservazionistico e la valutazione quali-quantitativa degli effetti di tali impatti. I parametri che vengono valutati sono i medesimi presenti nei “Formulari standard” della Rete Natura 2000, così come la codifica e la classificazione delle minacce sono quelli dell’Allegato E alla guida per la compilazione dei formulari standard (Tab. 2). Sulla base dei rilevamenti effettuati in campo è stata realizzata una cartografia dei fattori di pressione e delle minacce rilevati (Fig. 38).

La fase dell’analisi di campo è propedeutica alla valutazione della capacità di carico dei siti, alla definizione di indirizzi per la gestione e la fruizione del territorio e alle azioni progettuali finalizzate alla risoluzione o alla mitigazione degli specifici problemi riscontrati, in particolare per la localizzazione e il dimensionamento degli interventi e l’individuazione delle priorità di intervento.

I fattori di pressione e di minaccia che hanno portato alla situazione attuale e determinano impatti significativi sugli habitat sono riassumibili in:

  • transito veicolare (Fig. 39);
  • pulizia degli arenili operata con mezzi meccanici pesanti, sia gommati (trattori) che cingolati (ruspe) (Fig. 40);
  • transito, calpestio e stazionamento di persone sui campi dunali (Fig. 41-Fig. 42);
  • transito, calpestio e pascolo di bestiame (Fig. 43);
  • presenza di strutture rigide come chioschi, stabilimenti, passerelle (Fig. 44);
  • nitrificazione dei sistemi dunali dovuta alle deiezioni umane (Fig. 45);
  • rifiuti gettati dai frequentatori della spiaggia o portati dalle mareggiate (Fig. 46-Fig. 47);
  • taglio parziale o totale di specie arboree, in particolare di Juniperus oxycedrus subsp. macrocarpa, allo scopo di impadronirsi del legname pregiato utilizzato principalmente per lavori di carattere ebanistico (Fig. 48);
  • atti di vandalismo a carico sia della componente abiotica che biotica (Fig. 49);
  • incendi e abbruciamenti;
  • antagonismo dovuto all’introduzione di specie vegetali alloctone (Fig. 50).

 Le azioni di mitigazione che devono essere messe in pratica, simultaneamente ed in parallelo, possono essere riassunte come segue:

  • ridimensionamento delle concessioni per quanto riguarda numero, posizione, estensione e durata stagionale di esercizio;
  • azioni di vigilanza ambientale da parte delle autorità preposte (Polizia Municipale, Capitaneria di Porto e Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale) o di personale appositamente assunto che si esplichino nel corso di tutto l’anno e non solamente durante la stagione turistica;
  • azioni di sensibilizzazione/divulgazione mediante punti di informazione e cartellonistica adeguata;
  • pulizia manuale straordinaria delle zone dunari e messa a dimora di raccoglitori di rifiuti;
  • realizzazione di un numero adeguato di servizi igienici;
  • interventi di rimozione delle specie alloctone invasive e predisposizione degli strumenti normativi (ordinanze comunali) al fine di limitare, per quanto possibile, le possibilità di propagazione delle stesse;
  • azioni di contenimento del flusso di veicoli, persone e bestiame:
  • pianificazione e regolamentazione delle aree di parcheggio e degli accessi alla spiaggia;
  • realizzazione di passerelle per l’accesso alla spiaggia al fine di evitare il calpestio del sistema dunale;
  • interdizione all’accesso ai sistemi dunali mediante delimitazioni leggere;
  • interdizione all’accesso per il bestiame (per il solo sito di Piscinnì);
  • interdizione alla spiaggia per i mezzi meccanici, in particolare per la pulizia della battigia, la messa in opera e la rimozione stagionali delle infrastrutture turistiche;
  • interdizione della rimozione delle “banquettes” di Posidonia e di altri residui vegetali portati dalle correnti marine;
  • azioni di monitoraggio e di studio, parallele all’esecuzione delle opere, necessarie per dare risposte correttive azioni agli interventi di mitigazione già messi in atto e a quelli che verranno realizzati attraverso il progetto Life+ Providune;

 

 

Cavoli, Serpentara e Punta Molentis

Porto Campana

Piscinnì

Fattore di pressione

habitat

livello 1

livello 2

livello 3

livello 1

livello 2

livello 3

livello 1

livello 2

livello 3

aliene (966)

1420

 

1

 

 

 

 

 

 

 

aliene (966)

2110

1

1

 

 

1

 

 

 

 

aliene (966)

2120

4

 

 

 

 

 

 

 

 

aliene (966)

2210

 

2

 

 

 

1

 

 

 

aliene (966)

2250

3

1

 

1

 

 

 

 

 

aliene (966)

2270

1

 

 

 

 

 

 

 

 

deiezioni umane (690)

2110

1

 

 

 

 

 

 

 

 

deiezioni umane (690)

2120

 

 

 

1

 

 

 

 

 

deiezioni umane (690)

2210

4

 

 

1

 

 

 

 

 

deiezioni umane (690)

2250

3

 

 

5

 

 

 

 

 

deiezioni umane (690)

2260

 

 

 

1

 

 

 

 

 

erosione da calpestio (720)

2110

1

 

2

2

 

1

1

 

 

erosione da calpestio (720)

2120

1

1

2

3

2

5

 

 

 

erosione da calpestio (720)

2210

4

2

 

2

3

5

 

 

 

erosione da calpestio (720)

2250

1

2

 

1

5

3

 

 

 

erosione da calpestio (720)

2260

 

 

 

 

1

 

 

 

 

rifiuti (690)

2110

2

 

 

1

 

 

1

 

 

rifiuti (690)

2120

 

 

 

7

 

 

 

 

 

rifiuti (690)

2210

3

 

 

8

 

 

 

 

 

rifiuti (690)

2250

3

 

 

6

 

 

 

 

 

rifiuti (690)

2260

 

 

 

2

 

 

 

 

 

rifiuti (690)

9540

1

 

 

 

 

 

 

 

 

transito di veicoli motorizzati (623)

2110

 

1

1

 

2

 

 

1

 

transito di veicoli motorizzati (623)

2120

 

 

 

2

 

 

 

 

 

transito di veicoli motorizzati (623)

2210

2

 

 

1

 

 

 

 

 

transito di veicoli motorizzati (623)

92D0

 

1

 

 

 

 

 

 

 

taglio di rami e branche (164)

2250

 

 

 

 

8

 

 

 

 

vandalismo su Juniperus (740)

2250

 

 

 

 

7

1

 

 

 

pascolo (140)

2110

 

 

 

 

 

 

 

1

 

TOTALE

 

35

12

5

44

29

16

2

2

0

 

Tab. 2. Valutazione del livello di degrado osservato/previsto per ciascun habitat per i fattori di pressione osservati. Livello 1 = degrado habitat e decadimento di rappresentativita e conservazione; livello 2 = Scomparsa parziale di habitat; livello 3 = scomparsa totale dell’habitat.

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